Pensioni 2026, gli arretrati stanno arrivando: importi e tempistiche che contano davvero
di Redazione
15/01/2026
Arretrati Irpef sulle pensioni: cosa cambia davvero nel cedolino
Il nodo principale riguarda la rimodulazione delle aliquote Irpef introdotta dalla manovra 2026. Nel primo cedolino dell’anno è stata applicata la tassazione precedente, perché al momento dell’elaborazione la legge non era ancora operativa. In particolare, sulla quota di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro annui è rimasta in vigore l’aliquota al 35%, mentre dal 1° gennaio sarebbe dovuta scendere al 33%. Questo scarto del 2% genera un credito che verrà restituito sotto forma di arretrati A.C. nei prossimi cedolini, una volta che l’INPS avrà aggiornato i sistemi di calcolo. L’importo dipende dalla fascia di reddito e dal numero di mensilità “scoperte”:- chi ha una pensione annua di 30.000 euro maturerà circa 3–4 euro al mese, con arretrati minimi;
- intorno ai 40.000 euro annui, il recupero sale a circa 20 euro mensili, raddoppiati se l’adeguamento slitta a marzo;
- il beneficio massimo riguarda i 50.000 euro annui, con un risparmio complessivo di 440 euro l’anno, pari a circa 36 euro al mese.
Incremento al milione: arretrati più semplici, ma mirati
Accanto al capitolo Irpef, c’è un secondo intervento che riguarda una platea più ristretta ma spesso più fragile: l’incremento al milione. La Legge di Bilancio 2026 ha previsto un aumento di 20 euro mensili per chi già beneficia della maggiorazione sociale, portandone il valore di riferimento a 155 euro. I destinatari sono i pensionati con assegni minimi, l’Assegno Sociale e le pensioni di invalidità civile totale, al raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti. Anche in questo caso, gennaio è rimasto scoperto. Il recupero sarà automatico:- 20 euro di arretrato se l’aumento viene applicato da febbraio;
- 40 euro se il riallineamento slitta a marzo.
Febbraio o marzo: la data che può cambiare la percezione
Il punto che resta aperto non è normativo, ma operativo. I sistemi dell’INPS sono in fase di aggiornamento e la finestra temporale resta stretta. Febbraio è l’obiettivo dichiarato, marzo l’ipotesi prudente già vista in passato. In mezzo, c’è la percezione dei pensionati: un aumento stabile e graduale o un arretrato concentrato che pesa di più, almeno per un mese, sul conto corrente. È qui che la vicenda degli arretrati pensione 2026 smette di essere solo una questione tecnica e diventa un indicatore più ampio. Non tanto di quanto si riceverà, ma di come il sistema riesce — o fatica — ad assorbire riforme che sulla carta sono già realtà, ma nei cedolini arrivano sempre con qualche settimana di ritardo.Articolo Precedente
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Racconta cultura, eventi, storie locali e comunità della provincia pavese. Francesco Sganga si occupa di cultura e società con un taglio narrativo e documentato. Segue da vicino il lavoro delle associazioni territoriali, gli eventi culturali della provincia e le iniziative civiche che valorizzano il territorio. Ha collaborato a diversi progetti editoriali occupandosi di reportage locali e interviste a figure della cultura pavese. Per PaviaPiù, Francesco unisce attenzione ai dettagli, cura delle fonti e capacità di descrivere la complessità della vita quotidiana.