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Un giardino dedicato al generale Dalla Chiesa

Giovedì, 19 Aprile 2018 - 20:58 Redazione Notizie

PAVIA – Sabato 28 Aprile alle ore 10.30, in piazza San Pietro in Ciel d’Oro, si terrà la cerimonia d’inaugurazione del Parco-giardino Carlo Alberto Dalla Chiesa, Generale dei Carabinieri e Grande Ufficiale dell’Ordine Militare d’Italia. Presenti alla cerimonia il sindaco Massimo Depaoli; l’assessore alla Polizia Locale, Giuliano Ruffinazzi e le autorità civili e militari.

Carlo Alberto dalla Chiesa è stato un Generale e Prefetto italiano. Fondò il Nucleo Speciale Antiterrorismo e fu Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Fu ucciso da Cosa Nostra, pochi mesi dopo la sua nomina a Prefetto di Palermo, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente Domenico Russo.

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Nato a Saluzzo, in provincia di Cuneo, il padre Romano era un carabiniere, che nel 1955 sarebbe
poi diventato vice-comandante generale dell’Arma. Ventunenne, il giovane Carlo Alberto partecipò
alla guerra in Montenegro con il grado di sottotenente e divenne ufficiale di complemento di
fanteria nel 1942. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale entrò a far parte dell’Arma dei
Carabinieri, seguendo le orme paterne.

Dopo la firma dell’armistizio, successiva alla caduta di Mussolini e del fascismo, Carlo Alberto
rimase al comando di una tenenza isolata e organizzò di propria iniziativa nel territorio di San
Benedetto del Tronto, nelle Marche, la resistenza di civili e militari, recuperando uomini, armi,
munizioni che impiegò per costituire nuclei partigiani che guidava personalmente, oltre a diventare
il responsabile delle trasmissioni radio clandestine.
Al termine della guerra venne promosso al grado di Capitano e inviato a comandare una tenenza a
Bari, luogo dove conseguì le lauree in Giurisprudenza e in Scienze Politiche. Sempre a Bari
incontrò Dora Fabbo, che sposò nel 1946.

Nel 1948 fu inviato con il grado di colonnello in Sicilia dove ebbe le sue prime esperienze nella
lotta contro la mafia, arrivando all’incriminazione di Luciano Liggio e fra il 1966 e il 1973, arrestò
76 capi mafiosi.

Il 19 febbraio 1978 a Torino morì d’infarto Dora Fabbo, moglie di Dalla Chiesa, dopo anni di
tensioni e paure il cuore non resse più.

Nel 1982, Dalla Chiesa fu mandato a Palermo dove la delinquenza persisteva, con l’incarico di
Prefetto antimafia. L’arrivo a Palermo di Dalla Chiesa avvenne in un momento complicato: l’omicidio La Torre appena avvenuto e la città travolta da una nuova guerra di mafia, i poteri limitatii, così come i mezzi e gli uomini gli impedirono di agire.

Nonostante ciò il Prefetto riuscì a farsi accettare dalla popolazione e ne cercò la collaborazione:
parlò con gli studenti, incontrò gli operai del porto e dei cantieri, si fece vedere a sorpresa tra la
gente.

Il 3 settembre del 1982, mentre tornava dal palazzo della Prefettura del capoluogo siciliano, fu
assassinato da killer mafiosi, insieme alla giovane moglie Emanuela Setti Carraro di 31 anni, con la
quale il generale era sposato da soli 54 giorni, e all’agente di scorta Domenico Russo.

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