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Parole e polvere: i taccuini di strada firmati Guido Bosticco

Martedì, 3 Aprile 2018 - 10:44 Redazione Notizie

PAVIA – Il prossimo 10 aprile il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia, in Strada Nuova, 65 ospiterà una serata intitolata “Parole e polvere. Taccuini di strada: Eurasia, America e Africa.” Appuntamento alle 17, quando Paolo Brovelli dialogherà con l’autore Guido Bosticco.

«Del viaggio non si butta via nulla…», considera l’autore di questo piccolo ma densissimo libro. Denso di luoghi, paesaggi, persone, storie, emozioni e ricordi personali, entusiasmi, incontri ed esperienze. Ma anche di storia, nozioni geografiche, e spunti narrativi. Un impasto di “parole e polvere”, appunto, che coglie l’es-senza del viaggiare, ma che al contempo suggerisce un percorso per coniugare viaggio e scrittura, al di là del tradizionale “taccuino”. Dopo averci condotto da Lisbona a Pechino Sulle ali di un Ape, e nel cuore del Brasile profondo In viaggio con l’infame, questa volta Paolo Brovelli sceglie di offrirci una prospettiva nuova e personalissima di osservazione del mondo e delle culture.

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Un “taccuino di strada”. Così Paolo Brovelli, geografo e scrit-tore, viaggiatore per passione e per professione, definisce il suo nuovo libro. Una definizione suggestiva, ma forse trop-po semplice per un testo che volentieri parte alla ricerca di ispirazioni narrative e poetiche. Un’idea maturata in più di trent’anni di peregrinazioni nei vari continenti, un viaggio lungo tutto un pianeta e tutta una vita, pieno d’impressioni, luoghi, persone, riflessioni. Pieno d’emozione. Colori diver-si per pezzi diversi, per tempi e spazi diversi. Approdati su queste pagine per mettere in risalto la varietà del mondo, e trovarne i fili. E per raccontarli con la sola forza della paro-la, deliberatamente liberata dalla ormai tirannica presenza delle immagini, per ridonare spazio ai mille sensi della fan-tasia, slancio vitale del viaggio. I viaggi di Brovelli, alcuni particolarmente avventurosi, sono evocati e raccontati qui in frammenti, spunti per inoltrarsi in altrettanti percorsi storici, geografici, antropologici. Percorsi che sono un invito, per chi ha voglia e cuore di aprirsi al mondo, a volare alto, a osserva-re la complessità e la bellezza della Terra e a capirla.

Paolo Brovelli (Milano, 1966) è sempre in viaggio. E, se non viaggia, scrive. Sono più di trent’anni che alimenta la passione per avventure geografiche d’ogni tipo. Tanti amori, a seconda dei sentieri della vita, dall’Italia alle zone più remote del pianeta, con l’America Latina che ritorna spesso: il Brasile, dal 1986 casa di suo padre, e Città del Messico, luogo di nascita di suo figlio. Tra le esperienze più rilevanti: un Lisbona-Pechino a bordo di un Ape Piaggio, un’esplorazione della Libia in ciclomotore, una traversata del Sahara con i migranti. Traduttore professionista da quattro lingue, imparate per la passione di mescolarsi al mondo (leitmotiv del suo viaggiare), ha tradotto libri altrui e ne ha scritti di suoi, per restituire un po’ del succo dei suoi studi e del suo peregrinare. Lo stesso principio per cui, dal 2010, per molti mesi l’anno, accompagna gruppi in giro per il mondo. Perché viaggiare allunga la vita, dice lui, e le “ore del viaggiatore” valgono sette volte di più di quelle normali… come per i cani. Tra i suoi scritti si ricordano Sulle ali di un Ape. Da Lisbona a Pechino in 212 giorni (Corbaccio, 2007) e In viaggio con l’infame. Sulle tracce dell’uomo che inventò il Brasile (Corbaccio, 2014), nel cuore del Sudamerica di oggi, sulle orme di un grande esploratore secentesco portoghese.

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