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Ludovico Einaudi chiude il 2019 a Milano con 15 concerti dal 3 al 21 dicembre

Lunedì, 2 Dicembre 2019 - 6:00 Redazione Notizie

Ludovico Einaudi chiude a Milano al Teatro Dal Verme, con quindici concerti dal 3 al 21 dicembre, un 2019 vissuto intensamente. L’anno segnato dall’uscita di “Seven Days Walking” e dalla serie entusiasmante di sold out dei tour in Europa e Stati Uniti, ha visto il debutto della sua opera “Winter journey” al Teatro Massimo di Palermo e la composizione delle musiche nella nuova creazione di Robert Wilson. E nei prossimi mesi ci sono Asia e Australia. Ma è a Milano, sua città d’adozione, che a Einaudi piace finire l’anno sempre con qualcosa di nuovo. Questa volta è Climate Space, una rassegna di trenta cortometraggi d’autore sulla crisi climatica, proiettati in teatro in occasione dei concerti.

L’appuntamento dicembrino con Ludovico Einaudi al Teatro Dal Verme di Milano è diventato ormai una tradizione. Quest’anno i concerti passano da dieci a quindici, peraltro già tutti esauriti, e chiudono in bellezza un 2019 vissuto intensamente dal pianista e compositore torinese di nascita e milanese d’adozione. “Alla città che mi ha dato tanto – dice – vorrei cercare di restituire qualcosa”. Così, oltre ai concerti, che lo vedono al pianoforte, affiancato da Federico Mecozzi al violino e da Redi Hasa al violoncello, ha avuto l’idea di Climate Space, una rassegna di trenta cortometraggi d’autore sulla crisi climatica, proiettati in teatro e curata da Francesco Cara. La sensibilità e l’impegno di Einaudi sui temi ambientali è di antica data. Basti ricordare la sua Elegy for the Arctic commissionata da Greenpeace ed eseguita su una piattaforma galleggiante sul Mar Glaciale Artico. Dal 3 al 21 dicembre, in corrispondenza dei concerti, sono in programma tre proiezioni al giorno nel Climate Space del Teatro. L’entrata è gratuita e aperta a tutti, anche a chi non ha il biglietto del concerto. L’11 dicembre, Giornata Internazionale della Montagna in collaborazione con la FAO, con incontri, ospiti speciali e proiezioni dedicate.

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L’anno è cominciato con l’uscita di Seven Days Walking, un lavoro discografico molto articolato, con sette dischi pubblicati nell’arco di sette mesi. Una serie formidabile di sold out ha poi accolto il tour americano da costa a costa, dalla Carnegie Hall di New York a Seattle e Vancouver, attraverso i grandi teatri di Washington, Chicago, Denver, San Francisco, Los Angeles. In estate cinque concerti negli anfiteatri storici d’Italia e sette sold out consecutivi al Barbican di Londra hanno preparato un autunno altrettanto trionfale, con concerti esauriti in Inghilterra, Scozia, Francia, Germania e Spagna.

L’anno di Einaudi è stato straordinario anche come compositore: ha creato le musiche per il nuovo lavoro teatrale di Robert Wilson May said what she said, interpretata da Isabelle Huppert, con testo di Derryl Pinckney e produzione del Théâtre De La Ville. Lo spettacolo ha debuttato in maggio a Parigi e girato in importanti teatri europei, tra cui il Teatro della Pergola a Firenze.

In settembre, la sua opera lirica Winter journey con libretto di Colm Toibin e regia di Roberto Andò, ha debuttato al Teatro Massimo di Palermo che ha commissionato e prodotto il lavoro insieme al Teatro San Carlo di Napoli. L’opera, che mette in scena il dramma dei migranti come un viaggio nell’inverno desolato dell’Europa di oggi, ha attirato l’attenzione dei media internazionali, tra cui la prima pagina del New York Times.

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