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L’innovazione nella tua azienda: i fattori di successo per l’Europa

Lunedì, 26 Febbraio 2018 - 9:40 Redazione Notizie

PAVIA – Venerdì 23 febbraio, in occasione della “EU Industry Week”, presso Confindustria Pavia, si è tenuta la conferenza dal titolo: “L’innovazione nella tua azienda: i fattori di successo per l’Europa”.
L’evento promosso in occasione della “EU Industry Week”, un’iniziativa in partnership con la Commissione Europea che mira a sviluppare un dialogo comune sul futuro dell’industria nell’Unione Europea, è stato organizzato da European Hub e Confindustria Pavia con la partecipazione Federazione Assobiomedica, ICIM, Parco Scientifico Tecnologico Università di Pavia e dagli Studi Legali Federati Milano. Ed è stata proprio Confindustria Pavia a fare da padrone di casa ospitando l’evento.

L’innovazione nella tua azienda: i fattori di successo per l’Europa” è stata selezionata direttamente dalla Commissione Europea e inserita, insieme ad altri sei eventi in tutta Italia, nel programma ufficiale della “EU Industry Week” tenuta in tutti i Paesi membri. La conferenza ha visto il susseguirsi di diversi relatori, tutte persone di spicco nei settori dell’industria meccatronica e biomedicale, della consulenza strategica, legale e della ricerca. In particolare sono intervenuti: Antonio Guerrini, senior expert in strategie d’impresa, Francesco Caracciolo, direttore di Confindustria Pavia, Andrea Guerrini, presidente esecutivo di European Hub, Antonio Oddo, esperto in diritto comunitario e partner dello Studio Avv. Oddo – Studi Legali Federati, Fernanda Gellona, direttore generale Confindustria Assobiomedica, Paolo Gianoglio, direttore progetti speciali ICIM, e Antonio Majocchi, direttore del Parco Scientifico Tecnologico dell’università di Pavia. Claudia Topalli, funzionario della Commissione Europea DG Growth, con la sua presenza ha confermato il fattivo interesse della Commissione. Nel corso della conferenza sono stai messi in evidenza gli elementi determinanti per accrescere l’innovazione, con particolare attenzione ai comparti della meccatronica e del medicale nel territorio. Lo spunto è stato tratto dallo studio Pavia 2020, realizzato da Confindustria Pavia e dall’Università degli Studi di Pavia. In tal senso, le forze produttive e l’ateneo pavese confermano il proprio ruolo da protagonista nel rilanciare l’economia del territorio. L’ecosistema pavese sta affrontando positivamente la ripresa. Tuttavia, al confronto con le altre provincie lombarde resta un differenziale di sviluppo. Al lungo processo di deindustrializzazione, iniziato negli anni Novanta, è seguita la crisi che ha colpito l’intero Paese. E mentre altri territori della nostra regione stanno precedendo con nuovo vigore, la provincia di Pavia non ha ancora recuperato pienamente terreno.

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È necessario elaborare un vero e proprio catch up plan per il riequilibrio territoriale dello sviluppo di tutta la regione. La strada dell’open innovation, delle filiere industriali, della ricerca applicata e dei competence center rappresenta la soluzione innovativa e dirompente che può produrre margini economici importanti per la crescita e distinguere l’industria del territorio da quella concorrente dei mercati emergenti, dove spesso si agisce ricorrendo a strumenti di dumping economico e sociale. Innovazione, qualità e differenziazione oggi sono un obbligo per agganciare la ripresa mondiale, che purtroppo vede l’Italia ancora rincorrere i migliori in Europa e sui mercati internazionali. Le eccellenze debbono contaminare ed essere contaminate con un circolo virtuoso. «Come in tutta Europa anche a Pavia l‘industria è fondamentale per lo sviluppo economico», ha detto il direttore di Confindustria Pavia, Francesco Caracciolo, nel corso del suo intervento. «Bisogna rilanciare quindi l’innovazione nelle filiere produttive industriali. Bisogna investire nella conoscenza, nella formazione e incentivare la collaborazione tra piccole imprese e università. Il mondo della ricerca e quello delle imprese devono incontrarsi per lavorare insieme. Questo territorio può recuperare il terreno perduto e diventare un esempio positivo della nuova Industria 4.0. L’obiettivo però deve essere condiviso da tutti gli attori del territorio». «E’ necessario, anche alla luce dei recentissimi avvenimenti riguardanti trasferimenti produttivi
dall’Italia a altri paesi U.E., afferma l’ing. Antonio Guerrini moderatore della conferenza, una precisa politica di Bruxelles verso il riequilibrio e il controllo attento delle risorse incentivanti destinati alle imprese e in primis ai Paesi Membri. Gli sforzi e le professionalità messe in campo dalla nostra industria nazionale debbono essere pienamente tutelate così come le innovazioni dirompenti ideate in Italia non possono essere oggetto di trasferimenti tecnologici indiscriminati che hanno l’effetto di riportare l’asticella della competitività sui mercati ai bassi livelli. L’Italia è
uno dei grandi paesi produttori dell’occidente e la sua tradizione imprenditoriale è internazionalmente riconosciuta e ottimamente rappresentata.».

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