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“Delirio A Due” al teatro di Cassolnovo

Sabato, 3 Marzo 2018 - 6:19 Redazione Notizie

CASSOLNOVO Proseguono gli spettacoli della rassegna Il Teatro Al Verdi a Cassolnovo dopo l’intenso week end scorso  con le opere di  Baricco e Goldoni  si prosegue sabato 3 Marzo ore 21 con un altro grande autore del teatro mondiale :  Eugène Ionesco e  i suo “ Delirio A Due”;a portarlo sul palcoscenico del Teatro Verdi in via Oberdan è la Compagnia Crapula Teatro .L’Entrata è come sempre ad offerta e il ricavato andrà a finanziare  progetti e materiali per le  scuole di Cassolnovo e Molino del Conte

Delirio a due è al contempo capolavoro comico e anti-commedia, paradosso e ordinario: pubblicata nel 1962 in Francia (Dèlire a deux), quest’opera è annoverata tra le meno note di Eugène Ionesco, il grande drammaturgo francese padre del Teatro dell’Assurdo. Si ride a tanto anche se è”riso amaro“in questa originale breve  commedia atto unico che vedrà sul palco Chiara Maganza e Andrea Fabbri  molto applauditi nelle numerose repliche tenute  la stagiona scorsa. Un’adattamento curato dal giovane ma esperto regista Lorenzo Cordara molto apprezzato dalla scena milanese, che miscela i diversi momenti con modernità accompagnando lo spettatore con ritmo incalzante a porsi domande continue ,in mezzo alle battaglie insensate della vita e del mondo.Ad accompagnare gli attori  ci sarà la musica originale del tasterista Alberto Pagani che è riuscito a incastrare benissimo i suoni alle parole  in un alchemica suggestiva e funzionale  simbiosi.

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I due protagonisti, che non hanno nome (hanno valore simbolico, chiunque potrebbe essere uno di loro ed entrambi), in un incalzante botta e risposta continuano a rimproverarsi, criticarsi, discutere su tutto…senza mai raggiungere una “soluzione”. Sta proprio qui l’assurdo, l’incapacità di trovare punti di incontro (se non per brevissimi attimi e contatti fisici che lasciano ben sperare il pubblico, che sembra quasi attendere con ansia la “pace”). Lascia spiazzati l’inutilità delle loro discussioni che non portano a niente…

La sfida di Delirio a due è proprio quella di portare in scena l’assurdo

dell’incomunicabilità, il cortocircuito del linguaggio, il metodo insito nella follia.

Un opera che si presta a diverse chiavi di lettura , ognuno può ritrovarsi in questo tourbillon di conflittualità più che mai presente oggi .

Una provocazione  contro l’indifferenza  verso ciò che ci accade intorno , guerre e conflitti ben più gravi  ma che  “non ci tangono” immersi come siamo nei nostri.

Una riflessione sull’assurdità di combattere perennemente situazioni complesse senza soluzioni, quando l’unica vera  soluzione per  ritrovare un “autentica pace interiore “  sarebbe quella di non combatterle ma accettare la contraddittorietà del mondo e di noi stessi .

 

Insomma un momento imperdibile di teatro ma anche  di analisi introspettiva e della società  da consigliare anche per la nostra salute !

 

“Lo spettacolo –spiega il regista Cordara – si basa su tre conflitti. C’è un conflitto esterno, forse una guerra, non specificata, di cui non si sa niente… ma gli scoppi che si avvertono danno modo ai due protagonisti di avvicinarsi oppure far nascere nuovi rimproveri. Gli altri due conflitti sono tra lei e lui e con sé stessi. Abbiamo lavorato oltre  un anno su questo spettacolo,poco per volta abbiamo sviscerato il testo, cercando di capire il ‘mondo interno’ dei due personaggi, perfezionandolo man mano fino a definire ogni piccolo dettaglio, a calibrare ogni stato d’animo. Le emozioni sono in continua trasformazione ed evoluzione come gli elementi in scena: parallelepipedi e cubi che continuano a trasformarsi come i vestiti dei protagonisti, uno vestito di bianco con un dettaglio nero e viceversa,ogni 4 minuti la scena cambia e tutto si ribalta nuovamente. Abbiamo deciso di usare pochi elementi in scena, un teatro povero ed essenziale come si faceva negli anni 60’ che anche oggi in mezzo a tanta, troppa confusione, funziona benissimo. E’stato impegnativo ma appassionante e interessante.-

 

La compagnia che la mette in scena è Crapula Teatro  importante e storica protagonista  delle scene nazionali soprattutto nell’ambito del teatro contemporaneo  sperimentale  del grottesco, dell’assurdo… Un lavoro è caratterizzato da una ricerca continua sull’uomo, ancor

prima che sull’attore. La ricerca è supportata dalla formazione attoriale che si avvale delle più importanti  tecniche e scuole teatrali: dalla biomeccanica di Mejerchol’d al teatro di Grotowski, dagli studi di Stanislavskij alla Commedia dell’Arte al mimo, fino agli studi sulla Phonè di Carmelo Bene.

Nata nel febbraio 2006 per iniziativa di giovani artisti attivi nel panorama teatrale Italiano da diversi anni, che nel 2009 vincono il concorso “Talenti  per natura” con Moby Dick (diario di bordo) trasmesso su radio Lifegate. Nel 2011 ottengono poi il patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè per lo spettacolo Caleb il Servo rappresentato al Teatro Rossini di Pesaro Numerose e apprezzate le rappresentazioni sui palcoscenici di tutta Italia e non solo.  Gli attori di Crapula Teatro nel corso dell’ultimo decennio hanno inoltre lavorato e collaborato, fra gli altri, con Odin Teatret (Danimarca), Potlach Teatro, Quelli di  Grock, Mamadou Diome, Gaddo Bagnoli, Scimmie nude .

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