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Il Balletto Nazionale di Odessa al Fraschini

Mercoledì, 8 Marzo 2017 - 16:49 Redazione Notizie

PAVIA – Il Balletto Nazionale di Odessa, Ucraina, ha la sua sede presso la prestigiosa Odessa Opera House sul cui palcoscenico si sono esibite le grandi dive del balletto russo, da Anna Pavlova a Galina Ulanova e Maya Plisetskaya. La compagnia di Odessa è una delle più prestigiose istituzioni di balletto classico di tutta la Russia e vanta un ricchissimo repertorio che ha il compito di custodire e immortalare, in particolare la preziosa eredità costituita dai grandi balletti russi. Il corpo di ballo è costituito da oltre 60 ballerini, laureati nelle prestigiose scuole coreografiche di Kiev e di Russia.

Il 23 gennaio 1877 al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo va in scena la prima rappresentazione de “La Bayadère“, balletto originariamente in quattro atti e sette quadri con apoteosi che narra della tormentata e tragica vicenda amorosa tra la “devadasi” (danzatrice del tempio o baiadera, dal portoghese “bailadeira”) Nikia e il giovane generale Solor, capo delle guardie del Rajah.

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Il balletto, ambientato in India e fortemente permeato di quell’esotismo così di moda nella seconda metà del XIX secolo, periodo delle grandi esplorazioni geografiche, trae ispirazione da “Sakuntala”, balletto su musica di E. Reier, libretto di Théophile Gauthier e coreografia di Lucien Petipa, fratello di Marius, rappresentato in precedenza a Parigi e ben presto dimenticato. Sorte diversa attenderà invece “La Bayadère”, destinato a diventare uno dei balletti più celebri e rappresentati di tutto il repertorio classico.

Le redazioni successive alla prima non hanno modificato la sostanza del generale impianto coreografico, essendosi limitate a spostamenti di quadri con il solo intento di migliorare la drammaturgia della narrazione. Nuove danze sono state aggiunte successivamente, ad esempio da Vakhtang Chabukiani nel 1941 e, in seguito, da Konstantin Sergeev.

Insuperabile capolavoro coreografico rimane il quadro detto “delle Ombre”, ambientato in un onirico regno dei morti, sublime esempio di atto bianco, dalle rigorose geometrie e dalle complesse figurazioni che si succedono in un’atmosfera ricca di suggestioni, sapientemente creata dal sinfonismo della musica di Minkus.

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