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SilkFusion: 3 milioni di euro per il progetto dell’Università di Pavia

Venerdì, 23 Giugno 2017 - 12:19 Redazione Notizie

PAVIA – Usare la seta come biomateriale per costruire un modello funzionale del midollo osseo umano, studiare come nascono le piastrine del sangue, curare le malattie e individuare nuove cure. Questo è l’ambizioso obiettivo del progetto SilkFUSION che verrà finanziato con tre milioni di euro nell’ambito del programma “Future and emerging Technologies” dell’Unione Europea Horizon 2020.

SilkFUSION realizzerà un modello di midollo osseo 3D utilizzando seta, prodotta dal baco Bombyx Mori, che grazie alle sue caratteristiche di biocompatibilità permetterà di mimare la complessa architettura di questo organo, vitale alla produzione di tutte le cellule del sangue.

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In particolare, il progetto ha lo scopo di utilizzare il modello 3D di midollo osseo per la produzione di piastrine da progenitori derivati da cellule iPS. Avere a disposizione questo modello in laboratorio permetterà di studiare come nascono le piastrine individuando i meccanismi di malattia e nuovi target terapeutici.

La produzione di piastrine ex vivo è una delle maggiori sfide nell’ambito di ricerca dell’ematologia con importanti ripercussioni cliniche e industriali. Si può, infatti, ipotizzare che in futuro le piastrine prodotte in laboratorio serviranno non solo per capire le malattie e a stabilire nuove cure personalizzate, ma potranno essere direttamente trasfuse nei pazienti  evitando i rischi legati alle trasfusioni da donatori e la mancanza di scorte.

Del team SilkFUSION fanno parte 21 ricercatori, coordinati dalla Prof. Alessandra Balduini del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Pavia.

Il consorzio SilkFUSION è composto da 6 organizzazioni provenienti da 5 paesi (Italia, Gran Bretagna, Francia, Svezia, Spagna): Università diPavia, Università di Cambridge, Institut Gustave-Roussy, Integrated Systems Engineering srl, Cellink, Kim Consulting.

Horizon 2020 è il programma dell’Unione Europea destinato al finanziamento della ricerca e dell’innovazione, ed ha sostituito il VII Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico, il Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione (CIP) e l’Istituto Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia (EIT). Raggruppa pertanto tutti i finanziamenti dell’UE in un unico quadro, facilitando la trasformazione delle conoscenze scientifiche in prodotti e servizi innovativi.

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