Condividi:

Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses al Fraschini

Venerdì, 16 Febbraio 2018 - 6:43 Redazione Eventi

 

PAVIA – Il capolavoro di Eduardo “Filumena Marturano” in scena al Fraschini di Pavia con l’allestimento di Liliana Cavani. Protagonisti Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses.  Da venerdì 16 a domenica 18 febbraio.

adv-540

 

Filumena Marturano (1946) appartiene alla raccolta “Cantata dei giorni dispari”, le opere più interessanti di Eduardo De Filippo, che affrontano ansie e problematiche dell’Italia del dopoguerra. Nel dramma della protagonista c’è  tutta l’allegoria di un Paese lacerato e moralmente avvilito e l’autore ne prefigura la possibile volontà di riscatto.  Una eroina che è entrata a far parte dell’immaginario collettivo,  uno dei personaggi più amati della letteratura teatrale eduardiana.

 

Filumena, ex prostituta, è diventata moglie devota e sottomessa a Domenico Soriano, Don Mimì, che si è goduto la vita grazie ai soldi della pasticceria di famiglia, con la passione dei cavalli, delle donne e della bella vita. Quando Domenico decide di abbandonarla per una donna più giovane, Filumena rivela di avere tre figli, di cui però solo uno è di Domenico: quale? La donna abbandona la casa portandosi con sé il segreto. Domenico, logorato dalla curiosità di sapere la verità decide di riprendere con sé Filumena, riscoprendone tutte le sue qualità umane senza però venire a sapere chi è suo figlio. La donna infatti non svelerà il segreto, è madre di tutti i suoi figli, nessuno di loro dovrà avere privilegi.

 

Due personaggi emblematici: Filumena, una donna caparbia e forte, ostinata a seguire la propria visione e pronta a dover combattere contro tutti.  Una figura che conosce rabbia e rancore, ma anche dolcezza e passione. E’ una madre accorata, ma anche una popolana intelligente, che esige rispetto, conquistandosi giorno dopo giorno, sacrificio dopo sacrificio, la sua dignità. Domenico, un borghese benestante, viene stretto nella morsa dalla donna e si trasforma passando da una iniziale spavalderia vendicativa, attraverso una incertezza dolorososa, fino alla commozione risolutiva.

 

La versione che più si è fermata nell’immaginario collettivo è quella cinematografica – Matrimonio all’italiana (1964) diretta dal Vittorio De Sica con l’inossidabile coppia Mastroianni-Loren. Molti attori si sono confrontati con questo testo a teatro, dalla “titolare del ruolo” Titina De Filippo –  sorella di Eduardo, ispiratrice del grande drammaturgo – a Valeria Moriconi, Lina Sastri, Mariangela Melato.  Protagonisti di questa versione diretta da Liliana Cavani sono una intensa Mariangela D’Abbraccio e il solido Geppy Gleijeses. La prima con dosato naturalismo, il secondo con perfezionata capacità di aderire alla metamorfosi progressiva del personaggio. Liliana Cavani impronta la regia nella convinzione di aderire al testo, quindi con un impianto tradizionale che mette però in risalto la carica emozionale dei personaggi e i loro risvolti psicologici, dipingendo un affresco di forte espressività e potenza.

Condividi:
adv-441
Commenti
Leggi Anche: