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Le frappe di Carnevale si fanno in casa

Martedì, 13 Febbraio 2018 - 9:03 Redazione Notizie

È martedì grasso ed è il giorno dei dolci tipici di carnevale che segna anche lo storico ritorno della cucina fatta in casa per 4 famiglie su 10. Sono gli Agrichef a spiegare i segreti delle frappe perfette: preparazioni e degustazioni fra specialità della tradizione contadina e antiche ricette protagoniste delle tavole da nord a sud del Belpaese.
Nella settimana di Carnevale vengono consumati circa 12 milioni di chili di dolci tipici. E se prodotti già pronti si possono trovare un po’ ovunque, dalle pasticcerie, ai fornai ai supermercati, il 41% delle famiglie preferisce però prepararli in casa anche perché il costo non raggiunge i 5 euro al chilo contro una spesa dai 15 ai 30 euro, con picchi anche di 65 euro, nei forni e nelle pasticcerie.
Inoltre cucinare in casa permette di vivere il piacere di un momento insieme con i figli esprimendo la propria creatività personale con dolci da offrire a parenti e amici, usando ingredienti semplici come farina, zucchero, burro, miele e uova che possono essere acquistati anche nei mercati degli agricoltori.
Una frappa di Carnevale garantisce un’iniezione media di energia di circa 47 calorie che servono a celebrare una tradizione della campagna che un tempo segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l’inizio della semina nei campi. E in passato i pranzi di Carnevale erano ricchi di portate anche perché si usava consumare tutti quei prodotti della terra che non si potevano conservare a lungo considerato l’arrivo del digiuno quaresimale che scatta il mercoledì delle ceneri. La leggenda racconta che le prime frappe siano nate ai tempi dell’antica Roma con il
nome di “frictilia” ed erano realizzate con un impasto di farina e uova che veniva steso, tagliato e fritte nello strutto bollente e mangiate durante le feste, soprattutto nel periodo invernale. Un’altra storia racconta invece che a inventarle fu un cuoco napoletano per una regina di casa Savoia al quale la nobildonna, che stava conversando con degli ospiti, disse di avere un languorino e allora lo chef si inventò questo dolce rapido da consumare fra una chiacchierata e l’altra.

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