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A Pavia arriva Goya: la follia e la ragione all’alba della modernità

Lunedì, 26 Marzo 2018 - 5:44 Redazione Notizie

 

PAVIA – Ai Musei Civici di Pavia arrivano i grandi cicli grafici del maestro spagnolo. “Goya. Follia e ragione all’alba della modernità”: questo il titolo della mostra in programma dal 31 marzo al 10 giugno 2018 al Castello Visconteo. L’evento è organizzato in collaborazione con il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo (RA), dove l’esposizione ha avuto luogo nell’autunno 2017.

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Genio innovatore e anticonformista, Francisco Goya (1748-1828) è uno dei pochi esempi di artista la cui grandezza si rivela pienamente nelle incisioni. Non sarebbe stato infatti possibile per Goya raggiungere le vette della notorietà mondiale senza i suoi capolavori grafici, vale a dire i grandi cicli incisori: i Capricci, i Disastri della guerra, le Follie e la Tauromachia.

La mostra allestita al Castello Visconteo di Pavia riunisce tutti e quattro i cicli, con oltre 200 opere esposte realizzate ad acquaforte, acquatinta, puntasecca e bulino. In un percorso intenso e incalzante si attraversano le ottanta incisioni dei Capricci (1799), una feroce e fantasmagorica messinscena grottesca che nel colpire i vizi e le superstizioni della società spagnola dà loro sostanza visiva, spesso in forma di streghe, demoni o fantasmi, e dove Goya porta alla luce quei territori nascosti dell’inconscio di ognuno di noi, in cui si annidano i sogni, gli incubi e le passioni che fanno dell’uomo un essere incoerente, in preda a pulsioni e desideri contraddittori.

Nelle ottanta tavole dei Disastri della guerra (1810-1820), una cruda sequenza di brutalità e violenze ispirate dalla guerra di indipendenza spagnola (1808-1814), ci si imbatte invece nel concretizzarsi nella realtà quotidiana di quel mondo di fantasmi e demoni a cui aveva dato forma nei Capricci: tra uomini e demoni non vi è più alcuna differenza, la follia si è liberata nel mondo.

Ricca di quaranta tavole, la Tauromachia (1815 ca.) si presenta come una lunga e travolgente carrellata di immagini che ci racconta con straordinaria vitalità alcuni momenti, sospesi tra storia e leggenda, della fiesta de toros, un rituale eroico e folle insieme, che rappresenta lo spirito più autentico dell’hispanidad.

Quasi un preludio di quello spettacolo oscuro e delirante che sono le celebri pitture nere della ‘Quinta del sordo’ è il ciclo delle Follie o Proverbi (1816-1819 ca.), dove Goya, sempre più rinchiuso nella sordità e nell’isolamento interiore, dà vita a scene di difficile interpretazione che presentano visioni da incubo, attraverso le quali ancora una volta riemerge quella che lui stesso sente essere la vera essenza dell’uomo: il caos delle passioni, delle paure e delle follie umane.

I Musei Civici di Pavia, che conservano l’antica collezione di stampe del marchese Malaspina, hanno da sempre una particolare attenzione per la grafica: la mostra è una straordinaria occasione per ammirare tutti insieme i capolavori grafici con cui, all’inizio dell’Ottocento, l’artista spagnolo ha spalancato la strada ad un nuovo modo di intendere l’arte e di guardare il mondo. In sostanza, ad una nuova epoca. Le opere di Goya sono lo spunto anche per una serie di laboratori sulle varie tecniche di incisione e stampa per adulti e per famiglie.

«Tale scelta conferma la volontà di proporre mostre temporanee con uno stretto legame con il patrimonio dei Musei Civici. Cercare di costruire percorsi comuni tra istituti di cultura è una missione che consideriamo fondamentale e per questo abbiamo deciso di collaborare in questa occasione con il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo, con la speranza che da qui possa nascere un dialogo che continui in futuro» sottolinea l’Assessore alla Cultura, Giacomo Galazzo.

L’inaugurazione si svolgerà sabato 31 marzo alle ore 11 alla presenza delle Autorità del Comune di Pavia e dei curatori della mostra, Patrizia Foglia, storica dell’arte, e Diego Galizzi, direttore del Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo (RA).

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